Strada dei Vini Etrusco-Romana

La Strada dei Vini Etrusco-Romana si snoda tra le province di Terni, Orvieto, Amelia e Narni; proprio in questi territori circa 2500 anni, gli umbri prima e i romani dopo, cominciarono a coltivare diversi vitigni con varietà tra le più pregiate. La conformazione del terreno, principalmente calcareo, è risultata essere l’habitat ideale per la vite a bacca rossa, che da vita ai profumati IGT.

La strada dei vini Etrusco-Romana, si snoda tra vari centri urbani, conducendoci fra castelli, borghi e altipiani; le cantine dei castelli preservano la qualità dei vini con temperature e umidità costanti. Il percorso tocca le migliori produzioni DOC dell’area Orvietana e di quella Amerina; i vini della zona sfruttano le uve locali: il Merlot, il Sangiovese e il Montepulciano per i rossi e  il Grechetto e il Trebbiano per i bianchi.

Orvieto

Orvieto è una città di origine etrusca, i suoi primi insediamenti risalgono al IX secolo a.C.. Poiché la cittadina, tutt’ora, sorge su una rupe tufacea, i primi abitanti probabilmente si stanziarono all’interno di grotte; si contano quasi 1.200 grotte tra pozzi, cisterne e gallerie. La spelonca più importante è sicuramente il Pozzo di San Patrizio, situato all’interno della Fortezza dell’Albornoz; è una straordinaria opera di ingegneria del Cinquecento, scavato per volere di Papa Clemente VII, che durante il sacco di Roma nel 1527 si rifugiò ad Orvieto.

Orvieto fin dall’epoca etrusca è stata apprezzata per la sua produzione vinicola; gli aneddoti che celebrano questa caratteristica sono molti, ricordiamo ad esempio che Papa Gregorio XVI volle che il suo corpo fisse lavata con il vino, proveniente da questa città, prima di essere sepolto. La celebrazione del vino orvietano è presente anche in opere di scrittori come Belli, che elogia le caratteristiche eccellenti del bianco, considerato “il vino delle grandi occasioni”.

Amelia

Amelia è cinta da possenti mura che custodiscono palazzi nobiliari; le cantine celano, al loro interno, cisterne e mosaici di epoca romana e nel Museo Archeologico i marmi dei bassorilievi decorati con Tralci di vite testimoniano l’antica tecnica della coltura della vite. Il Palazzo Petrignani è ricco di  dipinti in cui sono ritratti personaggi impegnati nei lavori dei campi, dall’aratura delle vigne alla vendemmia.

Narni

Sulla via Etrusca- romana è situata un’altra città molto caratteristica, Narni. Le sue origini, probabilmente, risalgono al 300 a.C. quando i romani si insediarono, reputandola un’importante fortificazione per la costruzione della via Flaminia. Anche se di origine romana, le costruzione appartenenti a quest’epoca sono veramente poche e appena si accede alla cittadina si ha l’impressione di essere riportati indietro nel tempo, in pieno medioevo. Per sottolineare questa caratteristica, la cittadina propone ogni anno, nel mese di aprile, “la corsa dell’anello”, una rievocazione storica, di stampo medievale, giunta ormai alla 49° edizione.

Nel centro storico di Narmi si può ammirare la Porta delle Arvolte; la costruzione presenta ancora adesso due torrioni dai quali spiccano le feritoie e le bocche di fuoco.

I piatti tipici da gustare sono: La Bandiera, una sorta di peperonata tipica della cucina umbra e il Brustengolo, un dolce realizzato con la farina di granturco, uvetta, pinoli, noci, nocciole e fette di mele.

 


Tra i vini e le denominazioni presenti sulla Strada Etrusca-Romana ricordiamo:

  • Doc dei Colli Amerini: questa denominazione è conosciuta e apprezzata fin dall’antichità, ne parlava Virgilio nelle sue Georgiche. Già ai tempi dei liberi comuni, la produzione vinicola di questa denominazione è stata fortemente controllata e ciò ha ermesso un netto miglioramento delle qualità enologiche del prodotto. Sono considerati idonei i terreni ben esposti della fascia pedocollinare, tra i 90 e i 450 metri di altezza.
  • Doc di Corbaraè una denominazione appartenente ai territori del comune di Baschi e parte di quelli di Orvieto.
  • Doc di Orvieto: nel Medioevo e nel Rinascimento fu uno dei vini preferiti dai pontefici e fu lodato da diversi poeti e artisti.. La zona di produzione comprende i territori di: Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi, Castel Viscardo, Ficulle, Guardea, Montecchio, Fabbro, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Porano, in provincia di Terni.
  • Doc Rosso Orvietano: La denominazione “Rosso Orvietano” è riservata a diverse tipologie di vino rosso, ottenute da vigneti ubicati sui terreni di ben quattordici comuni, appartenenti alle province di Terni e alcuni di Orvieto.

 

 

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